Il comportamento di competizione

Conflitti tra gatti

I gatti reagiscono in modo rapido quando il loro senso di sicurezza è minacciato. Alcuni diventano aggressivi, altri si nascondono ed evitano il contatto e alcuni si ammalano. Il conflitto è infatti spesso la ragione più comune per cui si verificano alcuni problemi di salute nelle famiglie multi gatto.

Cosa ha bisogno un ambiente per far percepire sicurezza al gatto?

Cibo: orari dei pasti prevedibili e ciotole individuali per ogni gatto.
Acqua: acqua fresca in più punti della casa
Toilette – Una lettiera comoda, pulita e privata per ciascun gatto.
Luogo sicuro in cui dormire: cucce morbide e odori e suoni familiari garantiscono sicurezza al gatto. Ad alcuni gatti piace anche avere posti morbidi e accoglienti dove nascondersi.
Territorio familiare: lo sfregamento del muso e le graffiature permettono al gatto di segnare il territorio con il suo odore personale.

Qualunque sia il tipo di competizione, sarà più forte ad alta densità di popolazione. Più gatti ci sono, più fortemente competeranno per le risorse disponibili. Le risorse includono cibo, acqua, partner, un nascondiglio o un rifugio, ecc… Per definizione, una risorsa è qualcosa che può essere utilizzata.

I segni

Vediamo quali sono i segni di conflitto che potremmo notare.

IL GATTO ASSERTIVOIL GATTO MINACCIATO
Non si allontana mai dagli altri gattiTrascorre molto tempo a nascondersi o lontano dal gruppo
Fissa gli altri gatti Evita il contatto visivo con altri gatti
Nega l’accesso ad altri gatti alle risorseLascia le risorse prima ad altri gatti
Strofina guance, testa, mento e coda su persone, porte e mobili all’altezza del gatto.Può strofinarsi molto a causa dell’insicurezza o molto poco per paura
Quando incontra il gatto vittimaQuando incontra il gatto assertivo
Abbassa la testa e il collo mentre solleva i quarti posteriori e insegue l’altro gatto. Si accovaccia, può fuggire
VocalizzaNon vocalizza
Marca con l’urinaMarca con l’urina

Può sviluppare problemi medici come cistiti

I segni di conflitto tra i gatti possono essere aperti o silenti.

I segni di conflitto aperto sono facili da riconoscere; i gatti possono inseguirsi a vicenda, soffiare e rizzare il pelo.

I segni di un conflitto silenzioso possono essere così sottili da essere facilmente confusi o non rilevati. Il gatto che crea il conflitto potrebbe dover solo avvicinarsi o fissare un altro gatto perché lasci una risorsa come cibo o una lettiera.

Vari tipi di conflitti

Se il gatto minacciato tenta di utilizzare la risorsa in un secondo momento, la sola presenza del gatto più fiducioso potrebbe essere sufficiente a farlo fuggire. I gatti minacciati spesso trascorrono sempre più tempo lontano dalla famiglia, in aree della casa che altri non usano, o trascorrono del tempo con i proprietari solo quando il gatto più sicuro è altrove.

  • offensivo: In un conflitto offensivo, il gatto più sicuro si avvicina agli altri gatti e controlla l’interazione.
  • difensivo: In situazioni di conflitto difensivo, un gatto cerca di aumentare la distanza tra se stesso e qualcosa che percepisce come una minaccia.
  • ri-diretto: In un conflitto re-diretto, il gatto minacciato potrebbe non difendersi dal gatto più sicuro, ma diventare minaccioso per un gatto meno minaccioso.

Le cause

La causa più comune di conflitto tra gatti in casa è la competizione per le risorse. I gatti possono entrare in conflitto aperto o silente su spazio, cibo, acqua, lettiere, tiragraffi, aree soleggiate, luoghi sicuri dove il gatto può guardare il suo ambiente o anche l’attenzione dell’umano. Magari non c’è alcuna minaccia apparente di accesso a queste risorse, ma può bastare anche solo la percezione del gatto sul controllo che ha sull’ambiente.

Conflitti aperti o silenti

Ci sono due probabilità più frequenti per cui si verifica un conflitto aperto:

→ quando un nuovo gatto viene introdotto in casa. Per questo motivo è sempre necessario seguire correttamente tutte le fasi di un’introduzione ideale.

→ quando i gatti che si conoscono anche da cuccioli raggiungono la maturità sociale. I gatti possono diventare socialmente maturi in qualsiasi momento tra i 2 e i 4 anni e iniziare a prendere un po ‘di controllo sui gruppi sociali e sulle loro attività. Le percezioni del gatto sui bisogni di risorse possono espandersi con la maturità sociale.


Il gatto assertivo, inoltre, può essere identificato dal suo comportamento di marcatura. Questi gatti sfregano le guance, la testa, il mento e la coda su persone, porte e mobili all’altezza del gatto molto spesso.

Anche per quanto riguarda il gatto vittima, sfortunatamente, il conflitto silenzioso può portare a problemi di minzione inappropriata, di marcatura e di cistite.

Come possiamo intervenire nell’immediato

  • Fornire risorse separate
  • Sterilizzare tutti i gatti presenti

I gatti coinvolti nel conflitto potranno magari non diventare mai “migliori amici”, ma di solito possono vivere insieme più pacificamente senza sviluppare malattie correlate a questo disagio.

E’ necessario interpellare un professionista formato in comportamento del gatto in modo tale da seguire un programma corretto e dettagliato per la risoluzione del problema.

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Perché il gatto ha paura della visita veterinaria

Ci sono molti motivi per cui un gatto ha paura quando viene portato dal veterinario e in realtà, questo stato emotivo comincia a manifestarsi già in casa, se il trasportino viene esibito solo in queste occasioni e il tutto viene peggiorato dal modo in cui l’umano cerca di inserirlo nel trasportino e dal suo approccio forzato.

In questo modo, non solo la paura aumenta durante la visita veterinaria, ma contribuisce a sviluppare una vera e propria ansia, in occasione di visite future, a causa del ricordo di quello stato emotivo, associato a quel luogo e a quella situazione.

Il gatto possiede delle strategie evolutive per affrontare le situazioni nuove e adattarsi ad esse, superando lo stress iniziale, che sono nascondersi e mantenere il senso del controllo. Se non gli viene data la possibilità di mettere in atto queste strategie, lo stato emotivo rimarrà alto e la paura si perpetuerà. L’ansia quindi spingerà il gatto ad anticipare quello stesso stato emotivo preparando il gatto a difendersi. Ecco che il gatto starà già comunicando un apparente comportamento aggressivo, soffiando, magolando e a volte attaccando.

E’ importantissimo quindi che ogni proprietario impari a riconoscere gli stati emotivi del proprio gatto proprio per evitare e prevenite ansia e paura.

La paura è una risposta emozionale ad uno stressor, mentre l’ansa è definita come l’anticipazione emotiva ad un evento avverso che può essere reale o percepito.

Nel momento in cui il gatto si trova di fronte ad una situazione che viene percepita come minacciosa, risponderà manifestando dei comportamenti che sono associati alla risposta “lotta o fuga”. Queste risposte sono state classificate in 4 categorie:

  • inibizione (Freezing – Il gatto si accovaccia e si sdraia per evitare l’attenzione)
  • pacificazione (sottomissione attiva)
  • evitamento (Ritiro dalla minaccia)
  • repulsione (aggressività difensiva)

A differenza dei cani, raramente i gatti scelgono dei comportamenti di pacificazione che consentono loro di diminuire la tensione in situazioni di conflitto.

La minaccia/conflitto, innesca un flusso di attività nel sistema nervoso autonomo del gatto, la parte del sistema nervoso che controlla le funzioni involontarie del corpo come la frequenza cardiaca, la circolazione del sangue e la respirazione. I cambiamenti biologici che si verificano preparano l’animale a combattere o sfuggire. Ad esempio, le pupille si dilatano per ricevere quante più informazioni visive possibili e i muscoli nei follicoli piliferi si contraggono, facendo sì che il mantello del gatto rimanga eretto (piloerezione) e faccia sembrare l’animale più grande e più intimidatorio. Il gatto può diventare estremamente vigile e comportarsi in modo aggressivo verso qualsiasi cosa (o chiunque) che si avvicini troppo.

Questa risposta può essere un salvavita per i gatti che vivono allo stato selvatico, ma per il gatto domestico indoor no, perchè quando un gatto non riesce a riconoscere la fonte della sua paura (per esempio, rumori forti casuali) o non può evitare una fonte ricorrente di paura (un gatto residente che lo bullizza), la sua paura può portare ad ansia e l’ansia può diventare cronica (ricorrente o continua). Semplicemente perché un gatto indoor non può né fuggire né affrontare la fonte della sua ansia e non può facilmente alleviare il suo stress.

Il gatto, come abbiamo specificato, manca di segnali pacificatori sufficienti e spesso sceglierà di rispondere con l’evitamento e l’inibizione. Quando questo due risposte non hanno successo o non sono disponibili, sceglierà di attaccare.

Ecco come abitare il gatto al trasportino e rendere questo momento meno stressante evitando uno stato di ansia:

Passo 1: Il gatto incontra il trasportino
Posiziona il trasportino in un’area della casa frequentata dal gatto e lascialo aperto in modo che possa controllarlo annusandolo e prendendo confidenza.
Passo 2: Associa il cibo
Inizia posizionando la ciotola del cibo vicino al trasportino. Se è ancora troppo guardingo per fare uno spuntino vicino al trasportino, spostalo il più lontano possibile per farlo mangiare.
Una volta che il tuo gatto mangia regolarmente dalla ciotola, inizia a spostare la ciotola sempre più vicino ogni giorno, fino a quando non sarà accanto al trasportino.
Passo 3: Il momento decisivo
Quando il tuo gatto mangia tranquillamente accanto al trasportino, è pronto per il passo successivo. Metti la ciotola del cibo direttamente all’interno, all’entrata del trasportino, in modo che debba infilare solo la testa all’interno.
Attenzione: non chiudere mai la portella quando il gatto è all’interno.
Passo 4: Personalizza il trasportino
Posiziona occasionalmente giocattoli e premi in cibo nel trasportino in modo che il gatto incuriosito li trovi. Potresti provare ad inserire anche un pò di Catnip.
Passo 5: sposta il cibo totalmente all’interno
Quando il tuo gatto mangia comodamente con la testa all’interno del trasportino per diversi giorni, sei pronto a spostare la ciotola più all’interno, pochi cm ogni giorno fino a quando non entra completamente nel trasportino per mangiare.
Passo 6: guarda e aspetta
 La parola d’ordine è pazienza. Non affrettare queste fasi! Potrebbero essere necessarie diverse settimane o mesi, a seconda del gatto.
Passo 7: Chiudi la portella
Una volta che il gatto è a suo agio nel trasportino, puoi iniziare a chiudere la portella per pochi secondi alla volta con il gatto dentro. Tieni chiusa la portella solo per il tempo in cui tollera la porta chiusa e aumenta gradualmente.

Quando riesci a tenere la porta chiusa per un lungo periodo di tempo, sei pronto per cominciare a fare pratica con alcuni giri in macchina. Ricorda, molti gatti associano solo il loro trasportino con il viaggio dal veterinario. Quindi il tuo obiettivo è quello di cambiare le associazioni del tuo gatto con il trasportino e i viaggi in auto, con cose divertenti e cibi speciali.

Per trasformare il trasportino in un luogo sicuro, rendilo caldo e accogliente. Colloca alcuni tuoi capi di abbigliamento, asciugamani o coperte morbide all’interno e e posiziona il trasportino in un luogo accogliente e facilmente accessibile. Posizionando strategicamente il trasportino nei punti di riposo preferiti del tuo gatto, lo trasformi da un oggetto minaccioso in un rifugio accogliente, assicurando un’esperienza più confortevole!

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LA PELLE D’OCA NEL GATTO

La pelle d’oca è una transitoria erezione dei peli dell’epidermide che si manifesta per la contrazione riflessa, dei muscoli erettori del pelo che si contraggono, in seguito a stimolazione nervosa.

La pelle d’oca è un meccanismo non solo anatomico (il fenomeno si può verificare in risposta al freddo ad esempio – rizza i peli creando un “cappotto” più spesso che offre più protezione. I peli eretti forniscono un ulteriore isolamento poiché intrappolano il calore in modo più efficace rispetto a un mantello al suo stato normale) , ma che si manifesta anche in presenza di emozioni intense perché il sistema nervoso e la cute sono strettamente collegati. Questo meccanismo viene scatenato dalla risposta cosidetta “fight or flight” (“lotta e fuga”), che si attiva in condizioni di pericolo e che ha lo scopo di preparare l’organismo a sostenere uno sforzo improvviso e violento e viene avviato nello specifico dal sistema nervoso simpatico, che è responsabile di questa risposta. Prove mediche suggeriscono, infatti, che l’adrenalina precipita inizialmente e fa reagire il sistema nervoso simpatico ed è proprio questa una componente importante nella risposta di lotta o fuga negli umani e nei gatti. Di fronte ad uno stress intenso o una paura improvvisa, si rileva un aumento della frequenza cardiaca, la visione si focalizza e i riflessi migliorano e quando la scarica di adrenalina e di altri ormoni mettono il corpo in uno stato ipersensibile, e quindi una persona come anche il gatto può utilizzare questa forza per combattere il pericolo oppure optare di fuggire.

Il meccanismo è, dunque, lo stesso della piloerezione nel gatto. La piloerezione nel gatto si manifesta visibilmente a livello comunicativo nel comportamento e nella postura difensiva.

In questa classica posa, infatti, il gatto inarca la schiena e mostra una piloerezione per farsi sembrare più grande di fronte ad un potenziale pericolo e quindi allo scopo di allontanarlo. In realtà, il gatto ha solamente paura e sta comunicando che non desidera essere avvicinato. Il gatto potrebbe anche ringhiare, sibilare, sputare, soffiare e mostrare i denti e chiaramente, se il suo messaggio non viene recepito o rispettato potrebbe anche aggredire.

I gatti possono manifestare questo riflesso anche quando giocano. Difatti, è possibile distinguere un gatto che sta giocando e non aggredendo, perché non ringhierà, sibilando, sputando o mostrando i denti.

Insieme ad altre risposte di lotta o fuga, la pelle d’oca è dunque una parte importante della sopravvivenza di un gatto.

Il sistema di controllo del sistema nervoso prepara il corpo all’azione e consente agli animali di affrontare fattori di stress acuti o a breve termine utilizzando una risposta comportamentale o interna.
Le condizioni di stress diventano problematiche quando un animale non è in grado di controllare la situazione o di sfuggire allo stress.

Avendo la possibilità di scelta il gatto sceglie di FUGGIRE. Se non ha la possibilità di fuggire (ad esempio in una gabbia o in angolo) sceglierà tra IMMOBILIZZARSI o COMBATTERE.

In quali stati emotivi si manifesta, quindi, nel gatto?

  • Paura
  • Aggressione
  • Eccitazione
  • Insicurezza
  • Aggressività difensiva

Sarebbe opportuno riflettere su ciò che potrebbe innescare questa risposta. C’è un animale o una persona sconosciuta vicino? Il gatto è arrabbiato? La temperatura è troppo fredda? Se è possibile determinare il fattore, potremo aiutare il gatto a calmarsi più velocemente e a rilassarsi. Indubbiamente allo stesso tempo rispettiamo ciò che ci sta comunicando e non forziamolo ad alcuna interazione, ma lasciamolo tranquillo di ritrovare il suo stato di omeostasi, aiutandolo con l’allontanamento dell’oggetto/soggetto stimolo.

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Workshop L’apprendimento DEL GATTO

Un’ora di full immersion tra teoria, tecniche e pratica dal vivo

Il gatto apprende?
Come apprende il gatto
Tecniche ed esercitazioni pratiche con i gatti del rifugio

Contributo di partecipazione: € 25,00 interamente devoluto al Rifugio

Iscrizione: obbligatoria via sms o WhatsApp 339 5207515 oppure via mail illibrodellavitaonlus@yahoo.it oppure via fb. Indicare Nome, Cognome, Numero di Telefono

QUATTROZAMPEINFIERA TORINO

SABTO 25 MAGGIO E DOMENICA 26 MAGGIO

12.00 – 12.30 PROBLEMI COL TUO GATTO?
Alcuni suggerimenti utili per risolvere le problematiche dei nostri compagni felini 

12.30 – 13.00 OPERATORE IN BENESSERE ETOLOGICO DEL GATTO: LA PROFESSIONE PER APPASSIONATI DI GATTI
Presentazione del Percorso Formativo per Operatori in Benessere Etologico Del Gatto® del Centro di Cultura Felina

Conflitti tra gatti: comprendere e prevenire
90 minuti di full immersion comodamente da casa tua nel complesso mondo delle relazioni feline con slides scaricabili e possibilità di interventi in diretta.
 
Di cosa si parlerà?
✔︎ Comunicazione feromonale felina – una comunicazione a noi sconosciuta
✔︎ Socialità e territorialità
✔︎ Perché nascono i conflitti, come prevenirli
✔︎ Riconoscere i conflitti silenti
 
Contributo di partecipazione € 40,00
Prenota subito il tuo posto! Si prega di indicare nome e cognome, città e indirizzo e-mail al quale sarà inviato il link di accesso la mattina del giorno 03 giugno 2019. Le slides saranno invite a conclusione del webinar
Percorsi olfattivi ROMA

PERCORSI OLFATTIVI – ROMA SERATA FORMATIVA

Serata formativa in tema felino
DOVE: Clinica Borghesiana Via di Vermicino 96, Roma
QUANDO: mercoledì 13 marzo 2019 dalle 19 alle 21
CHI: Dott.ssa Ewa Princi, Etologa esperta in comportamento felino e relazione umano-gatto
Argomenti:
  • Il mondo olfattivo del gatto
  • Il sentiero dei ricordi: la memoria olfattiva del gatto
  • L’importanza dell’olfatto nel gioco
  • Problematiche etologiche e comportamentali condizionate dall’olfatto
  • La dimensione olfattiva della relazione umano-gatto

MATERIALE: verranno consegnate a tutte i partecipanti le slides stampate

CONTRIBUTO: € 40,00

Iscriviti subito – posti limitati

Relazione umano-gatto

CASO DI STUDIO
RICERCA SUL RIFERIMENTO SOCIALE UMANO
Febbraio 2019

Viene riportato in questo lavoro un singolo caso oggetto di questo mio studio personale. Pertanto non si vogliono in alcun modo sostenere in modo assoluto le ipotesi qui di seguito avanzate. Lo studio completo su questo argomento coinvolge più casi ed è al momento ancora in fase di ricerca.

NOME DEL GATTO: GRIS

ETA’: 10 MESI

SVILUPPO COMPORTAMENTALE: regolare sviluppo comportamentale, distacco a 4 mesi da madre e cucciolata, ambiente di sviluppo esterno/interno (stimolazione adeguata ed equilibrata), regolare contatto umano con adulti e bambini.

STATO FISICO: Sterilizzato. Al check up veterinario risulta sano.

AMBIENTE DI VITA ATTUALE: gattile, solo interno, stanza condivisa con altri 4 gatti della stessa età. Nessun rilevamento di comportamenti anomali.

TEST DELLA PERSONALITA’: Socievole, ben manipolabile, molto tollerante al contatto anche in zone del corpo particolari come pancia, coda. Visite veterinarie eseguibili senza alcun problema. Cure farmacologiche per bocca eseguibili senza alcun problema.

STRESS SCORE TEST: leggermente teso

Nella stanza erano presenti la sottoscritta, due adulti e due bambini di circa 2-4 anni, di cui il più piccolo stava in braccio al padre.
Dopo circa 10 minuti in cui si conversava ad una distanza dal gatto di circa 2 mt, la famiglia si sposta verso l’angolo della stanza, di fronte ad un tiragraffi verticale su cui sostavano tutti i 5 gatti.

Gris è posizionato sul ripiano medio, all’interno di una cuccia di stoffa. La posizione e comunicazione corporea suggerisce che è leggermente teso, in osservazione.

Molti articoli/libri/corsi si preoccupano di spiegare l’interpretazione corretta della comunicazione felina, ma ben pochi (forse nessuno!) si preoccupa di spiegare l’importanza di un’accurata comunicazione umana verso il gatto. Possiamo essere degli esperti nell’interpretazione della comunicazione del gatto, ma essere dei pessimi comunicatori con il gatto!

A mio avviso quando umano e gatto non si conoscono è necessario:

☛ Abbassarsi – il gatto può essere intimidito dalla nostra altezza
☛ Parlare eventualmente (ma è preferibile il silenzio) delicatamente con voce calma.
☛ Lasciare che il gatto si avvicini per primo – il gatto deve sentirsi abbastanza a suo agio da permetterci di toccarlo.
☛ Muoversi lentamente attorno al gatto: i movimenti veloci possono intimidire il gatto
☛ Stendere la mano e lasciare che il gatto annusi il nostro odore – questo forma un rapporto di fiducia
☛ Non continuare ad avvicinarsi al gatto se non sembra interessato
☛ Non chiudere in un angolo il gatto – può sentirsi intrappolato
☛ Non guardare direttamente negli occhi il gatto: il gatto potrebbe trovarlo offensivo e intimidatorio

Dopo circa altri 10 minuti la signora si avvicina porgendo la mano, ma Gris scende immediatamente dal tiragraffi posizionandosi nella parte inferiore. La reazione è un pò anomala perché tendenzialmente questo gatto accetta volentieri il contatto umano. E’ probabile che la postura degli umani estranei sia stata intesa come una possibile minaccia (in piedi e un umano in piedi + la bambina in braccio), posizionati proprio frontalmente al gatto.

Dopo poco, Gris percorre la stanza sul perimetro e mi raggiunge. Io sto in mezzo alla stanza, ad una distanza dal tiragraffi di circa 2mt in piedi. Solitamente i gatti intimiditi possono percorrere lo spazio seguendo il perimetro. Comincia a strofinarsi sulle mie gambe e cerca con insistenza un contatto visivo. Mi abbasso.

Il gatto mi conosce.
Questo è un elemento importante.
Nonostante stessi anch’io in piedi, il gatto si è avvicinato perché non mi considera un estranea.

Il comportamento, però, sul quale mi voglio soffermare è lo strofinamento e il contatto visivo.

Lo sfregamento risulta eccessivo e continuo, alternato alla ricerca del contatto visivo.

Il sistema sociale dei gatti domestici comprende tutti gli animali che condividono il loro spazio domestico. Questi possono essere percepiti come minacce (cani, umani), concorrenti per le risorse (altri gatti) o prede (piccoli uccelli, pesci e “animali domestici”).

I gatti tra loro utilizzano il comportamento di mantenimento della distanza per evitare conflitti diretti, l’importanza dell’interazione sociale in questa specie è chiara dalla presenza di comportamenti di diminuzione delle distanze e di affiliazione.
Quando il gatto viene avvicinato da individui di una specie che non teme, ci sono due tipologie di distanze che diventano importanti. Gli individui ben accettati sono ammessi ad un approccio intimo, incluso il contatto fisico, e quindi possono entrare nella distanza personale del gatto. Altre conoscenze non saranno attaccate, ma non saranno ammesse entro la distanza personale. Questo spazio è chiamato la distanza sociale.

Nelle colonie di gatti selvatici, i felini si confermano a vicenda come membri della loro colonia, strofinandosi tra di loro. Questa è una forma di comunicazione e accettazione. Quando i gatti trasferiscono questo comportamento sull’uomo, mescolano i loro odori con quelli umani.

Il sistema sociale dei gatti domestici comprende tutti gli animali che condividono il loro spazio domestico. Questi possono essere percepiti come minacce (cani, umani), concorrenti per le risorse (altri gatti) o prede (piccoli uccelli, pesci e “animali domestici”).
I gatti tra loro utilizzano il comportamento di mantenimento della distanza per evitare conflitti diretti, l’importanza dell’interazione sociale in questa specie è chiara dalla presenza di comportamenti di diminuzione delle distanze e di affiliazione.
Quando il gatto viene avvicinato da individui di una specie che non teme, ci sono due tipologie di distanze che diventano importanti. Gli individui ben accettati sono ammessi ad un approccio intimo, incluso il contatto fisico, e quindi possono entrare nella distanza personale del gatto. Altre conoscenze non saranno attaccate, ma non saranno ammesse entro la distanza personale. Questo spazio è chiamato la distanza sociale.
continuo, alternato alla ricerca del contatto visivo.

Non solo il comportamento di sfregamento della testa lascia segnali chimici (feromoni) che identificano gli incontri amichevoli, ma pone anche il gatto in posizione vulnerabile, quindi, non è solo un modo per esprimere cordialità, ma anche fiducia. Le ghiandole coinvolte, presenti in questa zona del corpo, infatti, producono sostanze chiamate feromoni di familiarizzazione che trasformano oggetti/soggetti marcati in oggetti/soggetti familiari.

Durante questo rituale si verifica quindi un importante scambio di odori che serve a creare un odore comune e familiare tra tutti gli individui che condividono quel territorio. Lo sfregamento non è una dimostrazione di affetto nel senso umano della parola, ma è comunque un comportamento che i gatti esibiscono solo con individui che fanno parte del loro mondo e che danno loro un senso di sicurezza.

I gatti acquisiscono sicurezza dall’odore del gruppo

E’ probabile quindi che Gris, in questo momento di tensione e di incertezza, abbia avuto la necessità di cercare un punto di sicurezza, un umano quindi conosciuto, sul quale ha deposto il suo odore mescolandolo con quell’umano per acquisire sicurezza.
Il comportamento è stato molto deciso, eccessivo e continuo, tipico di un soggetto ansioso.
Non solo, ma durante l’esibizione di questo comportamento, ha cercato il contatto visivo con me.

In genere i gatti evitano il contatto visivo quando sono spaventati o minacciati; quando sono offensivamente aggressivi, lo sguardo rimane fisso.

Un nuovo studio (vedi Merola et al. 2015. Social referencing and cat-human communication. Animal Cognition 18, 639-648) ha scoperto che, proprio come i bambini e i cani che guardano ai genitori e ai proprietari per essere rassicurati di fronte a oggetti o situazioni non familiari, i gatti possono anche prendere spunti comportamentali dai loro umani. Questa capacità comunicativa di analizzare le espressioni facciali e il tono della voce e reagire alle risposte emotive dell’umano come persona di fiducia, è chiamata “riferimento sociale”.

I gatti possono cambiare il loro comportamento in risposta ai messaggi emotivi dei loro proprietari.

I gatti usano le informazioni emotive fornite dai loro proprietari su un oggetto/soggetto nuovo/sconosciuto per orientare il loro comportamento.

Tutto questo ci parla molto del condizionamento che lo stato emotivo dell’umano può produrre sul proprio gatto.

Questo è uno dei motivi per cui ho sviluppato un metodo/approccio insegnato presso il Centro di Cultura Felina®, che tiene conto di questo legame e condizionamento reciproco. Il rapporto umano-gatto è un legame in cui entrano in gioco diverse dimensioni, non solo quella fisica, ma anche psicologica, emotiva e spirituale.

Clicca per la versione pdf scaricabile.

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LE STEREOTIPIE NEL GATTO

La stereotipia è uno schema comportamentale rigido, compiuto in maniera ripetitiva e continua, senza alcuno scopo o funzione apparente. 

Nell’uomo si traduce in comportamenti più comuni quali: dondolare o grattarsi continuamente la testa, schiarirsi la voce. Le stereotipe comportamentali, nella specie umana, sono molto spesso sintomo di patologie psichiatriche gravi quali autismo e schizofrenia. Pazienti autistici mostrano stereotipie continue e durature nel tempo. Si ipotizza che alla base dei comportamenti stereotipati ci siano danni a carico dei gangli della base o del neurotrasmettitore dopamina che ne regola l’attività.

Stereotipie e comportamenti compulsivi nell’uomo

Le stereotipie hanno molte similitudini con altri comportamenti ripetitivi come i comportamenti compulsivi, ma, mentre le stereotipie non hanno alcuna funzione apparente, i comportamenti compulsivi hanno la funzione di interrompere o evitare uno stato di malessere associato ad un evento possibile, anche se improbabile.

Possiamo definirli anche  come comportamenti disadattivi ovvero:

• comportamenti che provocano danni a se stessi, agli altri o agli oggetti

  • comportamenti che, per la loro intensità e frequenza, ostacolano l’emissione di altre prestazioni 
  • comportamenti che impediscono o limitano l’interazione sociale

Le stereotipie, pur avendo caratteristiche talvolta comunicative, nella maggior parte dei casi non sono emesse per controllare l’ambiente circostante, ma per ripristinare una situazione di “benessere” interrotta dall’evento che ha preceduto l’emissione della stereotipia.

  

Stereotipie comportamentali nel gatto 

Le stereotipie comportamentali sono manifestate anche da altre specie animali e hanno, come nell’uomo, una natura solitamente ripetitiva e apparentemente priva di funzione apparente. Tuttavia, nel mondo animale, le stereotipie si riscontrano prevalentemente in condizioni di cattività e quasi mai in situazioni naturali. Comportamenti stereotipati possono essere frequentemente osservati negli zoo, negli animali da di laboratorio e negli allevamenti intensivi. Non manca però anche la presenza di comportamenti di questo tipo anche nel gatto domestico, che viene impedito nell’espressione di alcuni comportamenti specifici e questa privazione lo può portare a realizzarli anche senza stimoli esterni adeguati. Indubbiamente, siamo in questo caso di fronte ad una mancanza di benessere.

Il comportamento compulsivo è considerato espressione di stress, frustrazione o conflitto.

Le condizioni di cattività, infatti, privano gli animali di bisogni fondamentali e i comportamenti stereotipati derivino proprio da tale frustrazione. Dal punto di vista del benessere animale, le stereotipie comportamentali sono quasi sempre sintomo di forti condizioni di malessere, associate a livelli anormali di ormoni dello stress (quali corticosteroidi e catecolammine). 

La causa esatta delle stereotipie non è stata definita in modo preciso, ma a mio avviso le situazioni in cui il gatto viene confinato in un ambiente povero di stimoli possano favorire l’insorgenza di questi comportamenti, così come una relazione povera o non soddisfacente con l’umano di riferimento. 

Anche nel gatto, come nell’uomo, questi comportamenti sono chiamati disturbi compulsivi e possono manifestarsi al di fuori del contesto originario in tutte quelle situazioni in cui l’animale prova una forte eccitazione.

I disturbi compulsivi più comuni nel gatto sono:

  • leccare o mordere insistentemente alcune parti del corpo fino a provocarsi delle lesioni
  • succhiare la lana o altri tessuti, iniziando a succhiare le magliette dei proprietari, copertine, tappeti. Può essere diretto anche verso una persona
  • mangiare oggetti non commestibili
  • aggressività auto diretta come aggredirsi la coda o altre parti del corpo
  • vocalizzazione ripetitiva e persistente
  • sindrome da iperestesia felina

I comportamenti compulsivi vengono inizialmente mostrati in una situazione conflittuale e con il prolungarsi del conflitto si possono manifestare in tutti quei contesti in cui l’animale prova grande eccitazione. In sostanza, il gatto impara a rispondere ad uno stimolo di quel tipo allo stesso modo.

Se il comportamento continua per un lungo periodo di tempo, potrebbe diventare un comportamento fisso che non richiede più la situazione o l’innesco ambientale che ha dato origine al comportamento. I comportamenti possono rafforzarsi a causa del rilascio di sostanze chimiche nel cervello che alleviano il dolore e, in questo modo, il comportamento può diventare un meccanismo per far fronte a condizioni che sono in conflitto con i bisogni del gatto.

Qual’è la causa?

Tra le cause che scatenano questi tipi di problemi possiamo avere:

  • una predisposizione genetica (ad esempio le razze Siamese e Burmese sono maggiormente predisposte al comportamento di pica, ovvero succhiare e ingerire oggetti non commestibili. Sembra che ci sia una predisposizione anche nei soggetti che hanno avuto un allattamento prolungato, otre i sei mesi di età o uno svezzamento precoce, prima del primo mese di vita).
  • fattori ambientali che provocano stress e frustrazione (come detto sopra la privazione di stimoli ambientali).
  • stimoli fisici come irritazioni anche di natura allergica il cheta verificato con il veterinario 
  • l’attenzione del proprietario data al gatto nel momento in cui manifesta il comportamento. Quando il gatto inizia a leccarsi, spesso le attenzioni del proprietario possono rinforzare questo comportamento. I comportamenti possono aumentare rapidamente di frequenza se, quindi, sono rinforzati in qualche modo dal proprietario. In questo caso, consiglio, quindi,  nel momento in cui il gatto sta mettendo in atto il comportamento compulsivo, di ignorarlo completamente.

Cosa possiamo fare?

È SEMPRE necessario verificare l’assenza di problemi organici concomitanti, quindi rivolgersi al proprio veterinario.

Ci sono molteplici strategie atte a impedire o a ridurre la comparsa di stereotipie comportamentali: tra queste, quella di fornire ambienti arricchiti da stimoli etologicamente rilevanti.

Spesso il leccamento eccessivo può essere mantenuto nonostante sia stata rimossa la causa primaria e diventa un comportamento abituale che si tramuta in un vero e proprio disturbo compulsivo.

Controllo dell’ambiente:

  • Ridurre lo stress eliminando il più possibile gli eventi imprevedibili; ad esempio, alimentarlo alla stessa ora ogni giorno se non ha il cibo sempre a disposizione
  • Tenere i tessuti di interesse del gatto fuori dalla sua portata e adeguare l’alimentazione
  • Fornire al gatto la possibilità di muoversi nelle tre dimensioni, introdurre dei giochi interattivi
  • Se si tratta di una casa multi-gatto prevedere più postazioni per il cibo, l’acqua, e lettiere in punti differenti della casa, fornire spazi per nascondersi ed isolarsi, sfruttare le tre dimensioni con l’utilizzo di mensole, graffiatoi alti, ponti tibetani, mobili su cui saltare, amache ecc…

Modifica del comportamento:

  • Ignora il comportamento il più possibile; non premiare il comportamento prestando attenzione ad esso. Molti comportamenti compulsivi sorgono spontaneamente come risposta al conflitto o all’ansia, ma i comportamenti possono diventare compulsivi o stereotipati perché sono stati condizionati. Ad esempio, il proprietario che dà l’attenzione al gatto può rinforzare lil comportamento offrendo cibo o un giocattolo nel tentativo di interrompere il comportamento
  • pianifica un comportamento alternativo (come il gioco o l’alimentazione) in quel momento
  • premiare il gatto per un buon comportamento; non punire il gatto per i cattivi comportamenti

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